Il dialogo nazionale annunciato da Félix Tshisekedi entra in una nuova fase nella Repubblica Democratica del Congo. Domenica 13 settembre, il presidente congolese ha firmato un decreto che istituisce un comitato incaricato di preparare il terreno per la commissione che organizzerà i prossimi colloqui.
Questo comitato non costituisce ancora la commissione preparatoria per il dialogo. Esso deve, in particolare, stabilire le necessarie condizioni materiali, tecniche, logistiche e di sicurezza e predisporre consultazioni con le diverse componenti della società congolese.
Il processo, tuttavia, rimane contestato da una parte dell'opposizione. Diversi attori criticano il capo dello Stato per aver mantenuto un ruolo centrale nell'organizzazione del dialogo, sebbene questo venga presentato come un'iniziativa nazionale volta a riunire le diverse forze del Paese.
Il movimento Save the DRC, vicino a Joseph Kabila, ritiene che non sussistano le condizioni necessarie per un dialogo credibile. Altri gruppi, tra cui la coalizione C64 e Lamuka, chiedono un processo che considerano veramente inclusivo.
Dal punto di vista del governo, il dialogo si presenta come un quadro di riferimento per la ricerca della pace, della coesione nazionale e della ricostruzione dello Stato. La presidenza congolese aveva annunciato un processo della durata di tre mesi, con l'obiettivo di affrontare le cause strutturali dell'instabilità del Paese.
La creazione di questo comitato segna quindi l'inizio della fase preparatoria, ma le condizioni di partecipazione e il contenuto preciso delle future discussioni devono ancora essere definiti.
Yolande Bazié
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